الرئيسية / صورة فى كلمة / مسابقه العربي اليوم للأبداع الثالثه

مسابقه العربي اليوم للأبداع الثالثه

2 تعليقان

  1. “ليل مشرق”
    بقلم: حسين جبار

    إلى حضن أمي أشتهي أن أعود،
    صغيرًا أشاغبها،
    وأعصيها،
    وينتهي شجارنا بعناق دافئ،
    وبضحكة من وجهها المشرق.
    إلى صباحات شتائنا المرحة،
    في بيتنا القديم،
    حيث كنا أغنياءً بالعاطفة.
    إلى “عصريات” الصيف،
    وجلسات العائلة،
    حول صينية الشاي والكعك،
    حيث كل شيء بسيط،
    كنا آلهة دون أن ندري!
    لم أقل أماه منذ سنين طوال،
    حتى وأنا في خلوتي،
    لا أستطيع نطقه.
    حروف هذا الإسم أصبحت مسننة،
    كمنجل أعد للحصاد،
    يقطع حبالي الصوتية،
    فيخرج الصوت مدمى،
    مشيعا بالدموع.
    ها أنا كبرت يا أماه،
    دون أن يكبر ذاك الطفل،
    لا يزال يشتهي اللعب،
    يشتهي أن ينام في يديك،
    على إيقاعات صوتك الرحيم.
    لم أشبع منك ولن أفعل،
    لم أعرفك وأنت معي،
    ولما عرفتك،
    لم تكوني إلى جانبي.
    أمضي تحت ظل الحزن،
    مُكَوِّراً جسمي على جسمي،
    كأني قد تجمدت ضعفًا.
    مرة أخرى كئيبًا يمر الليل،
    يذكرني بسواد “شِيلَتِك”،
    وبثوبك المعتم،
    كنتِ لي ليلاً مشرقاً

  2. *Le braccia della Storia*

    Osservo le grandi mura,
    entro dalla immensa porta,
    mi perdo nel vasto Tempio
    con l’aria che traspira magia.

    E’ Abu Simbel, il maestoso.

    La furia del tempo risparmia
    l’antica bellezza; la polvere
    dei secoli si accumula
    tra le crepe delle sue mura.

    Tutto intorno è grandioso.

    Ma io penso ai mille schiavi,
    alle mille formiche laboriose,
    le cui spalle si sono curvate
    al peso dell’immane lavoro.

    I grandi, spesso, sono i piccoli.

    Sono quelle braccia forti
    piegate al giogo dei potenti,
    la loro arte a dare lustro
    alle dimore dei regnanti.

    Ad essi va la mia ammirazione.

    Non m’interessa la potenza
    del Regno dei Faraoni,
    meno m’importa del rituale
    tanto temuto dei sacerdoti.

    Io vedo, le braccia della Storia!

    Italia) Maria Palumbo)
    Le braccia della Storia

    Osservo le grandi mura,
    entro dalla immensa porta,
    mi perdo nel vasto Tempio
    con l’aria che traspira magia.

    E’ Abu Simbel, il maestoso.

    La furia del tempo risparmia
    l’antica bellezza; la polvere
    dei secoli si accumula
    tra le crepe delle sue mura.

    Tutto intorno è grandioso.

    Ma io penso ai mille schiavi,
    alle mille formiche laboriose,
    le cui spalle si sono curvate
    al peso dell’immane lavoro.

    I grandi, spesso, sono i piccoli.

    Sono quelle braccia forti
    piegate al giogo dei potenti,
    la loro arte a dare lustro
    alle dimore dei regnanti.

    Ad essi va la mia ammirazione.

    Non m’interessa la potenza
    del Regno dei Faraoni,
    meno m’importa del rituale
    tanto temuto dei sacerdoti.

    Io vedo, le braccia della Storia!

    (Maria Palumbo (Italia

اترك تعليقاً

لن يتم نشر عنوان بريدك الإلكتروني. الحقول الإلزامية مشار إليها بـ *