الثلاثاء , سبتمبر 22 2020

السّيابُ يشقُّ قميصَ الولادة .. للأديبة : نجاح إبراهيم

ترجمة قصدية  ” السياب يشق قميص الولادة” إلى اللغة الإيطالية
ترجمتها الدكتورة المبدعة أسماء غريب.

(السّيابُ يشقُّ قميصَ الولادة)

بدأتَ الحياةَ غريباً

وغريباً انتصبتَ هنا

أعياكَ الوقوفُ المرُّ، ويداك الرّامحتان بالشوقِ

نحو الخلاصِ، ولا خلاصَ!

من الخوفِ الآتي

من ألماس لا يضوّيء سوادَ العتمةِ

لا شفاء من ملحمة الصّلبِ المعنّى

وطويَ فصولِ الزّرقةِ حواليك

نظري يرتفعُ اليك

مارداً تبدو من فقرٍ مدمّى

وألمٍ يصلُ شرفةَ السّحاب

أتفق وإياك يا سياب

أنّ الحزنَ الكبيرَ ضاق به الكون

والجيوبَ الفارغةَ يعششُ فيها السّراب

والخشبة الخرافية الأصداء

لا تليقُ إلاّ بالأنبياء

فيا أيّها المصلوبُ!

بأيدي المدينة- وكذا المدن تثيبُ الشعراء- اقتفِ

سرّ اليمام

والرّذاذ

والمراكب التي تذهبُ

كم أنت يا صديقي متعبُ ؟!

كي تظلّ مثل منارةٍ تتراعفُ بالأضواء

تسألني مقلتان روّجت زمناً لبيعهما

عن حلمِ الجائعِ بالرّغيف

وبحفنةِ حبّ من ابنة الجلبي؛

ونافذتها الموغلة بالشناشيل

تمدُّ ضفائرَ أنوثتها، والأعين الرّامقة

يملؤها السهادُ والمواويلُ

وتسألني: عن مرضى أعياهم الدّاء

ونهشتهم الغربةُ دونما مأوى

ولا مال ولا قلبٍ يقوى..

عن بلادٍ كان حلمها الصّعود إلى الجلجلة

آه، ما أكبرَ حجمَ الأسئلة؟!

والصّخر الوضعتَ إشارةً عليه

كان ثقيلاً ثقيلا!

و”غيلان” الذي ما هجرتَهُ عن عمد

ظلّ دمعاً في سفرِ الإقصاء

وأشعارك؟!

حين ناديتَ أنا من سمعها

وأنا من زار دارَك، وصمتُ الموتِ فيها

فخضّرَ صوتي دروبَ فصولها

كسوتُ به أشلاءَ عريها

وأنبتُّ ألفَ صديق

يرقبُ انسيالَ فرحٍ منسيّ

من غرفةٍ موصدةِ البابْ

تشرفُ على فيضٍ من نزيفِ القصائدِ

وهالاتِ الغيابْ

وأنا من حملت الصليب، ومشيت بين رئتيك

في صمتِ مدىً رهيبْ

لأقطفَ الأنجمَ والأوسمةَ

ويسري فجرٌ في عروقِ الشجر

يا أيها اليشبهني!

يا عميقَ الجرحِ والاحتراقْ

يا من يسافرُ الوجعُ فيكَ

حتى منتهاه!

قل لي: كيف يحترقُ الماءُ من حواليك

وتدورُ الفُلك كالسّحرِ بين راحتيك ؟

وكيف تنتهي الأوطانُ من جراحٍ متعاقبة؟

ومتى تلطمُ النساء بماءِ وردٍ

ويغدو الفرحُ قطراتٍ متساكبة؟!

ومتى لا نضيعُ في زحمةِ الحروب

ومن دفءِ الأمانِ لا نعرى؟

” وجيكور” الذي عشقناه

يناورُ القصبَ وسكناه

و” عبد الجبار” يتوسل لينامَ

لا، لا تنمْ يا جيكور

أخشى ألاّ تفيق

وبعدها تصعقك بيادرُ النّدم!

إيه سياب!

يسّاقطُ دمعُك على جبهتي

يبلل بالندى خصلتي

أتظنّ إنْ غادرتك ألاّ أؤوب؟!

أغَفِلتَ عن خيالٍ كثيراً فيه ما نؤوب؟

طمئن قلبك اللهفان..

سنطوي فجيعةَ الأحزان

وتضعُ في كفي

الخرزَ الملوّن، كلّما تشرّب من الضّوء

ازدهى وتألق

والشعرُ مهما تاهَ ،غرّبَ وشرّق

على أصابعنا كاللبلاب يشتعلُ ويتسلّق

فلا تمت اليوم..

ولا غدا

وعشْ يا سيابُ مُمزِّقاً

قمصانَ الولادة.

16 /4/2017

As-sayyāb spacca la camicia della nascita

Di Naĝāḥ Ibrāhīm

Traduzione a cura di Asma Gherib

Escluso hai iniziato la vita

ed escluso ti sei fermato qui.

È cosa amara e stancante

stare in piedi

con le braccia aperte

emanando nostalgia e passione

ed aspettando la salvezza

che non arriva.

È comunque impossibile

sottrarsi alla paura prossima

quando neanche i brillanti

riescono a illuminare la nerezza del buio

e quando nulla può guarirti

dalla crocifissione

e dalle stagioni azzurre

piegate intorno a te.

Ti guardo;

sembri un genio risuscitato

dalla povertà sanguinante

e dai dolori sublimi.

Sono d’accordo con te,

l’universo non può

contenere questa profonda tristezza

e questo miraggio che abita le tasche vuote.

Il legno mitico è fatto per i profeti

Oh tu Uomo crocifisso

dalle città che glorificano i poeti

vai alla ricerca delle tortore,

della rugiada

e delle barche in partenza.

Oh quanto sei stanco amico mio

eppure, sei ancora

quel faro eternamente abbagliante!

Gli occhi che volevo vendere

qualche tempo fa

cantano e guardano con insistenza

insieme agli altri

la figlia di al-Ĝalabī

che dalla sua mašrabiyyah

tende le trecce della femminilità

e chiedono che fine hanno fatto

i sogni degli affamati

e dove sono i pazienti

affetti di tumore

e consumati dall’esilio

senza cibo né denaro

e senza forza per reggere un paese

il cui sogno

era raggiungere il Golgota?

Ahi quanto sono giganti le domande,

e quanto è pesante quella roccia

sulla quale hai posato il tuo segno!

Il figlio Ghīlān

che non hai abbandonato di proposito

è diventato una lacrima

dentro il libro dell’esclusione.

Le tue poesie

quando hai chiamato

ero io a sentirle.

La tua dimora

avvolta dalla morte silente

ero io a visitarla

ed era solo la mia voce a ravvivare

le vie delle sue stagioni,

a coprire i pezzi della sua nudità

e a far germogliare amici infiniti

perché possano osservare

il versarsi della gioia dimenticata

da una camera che chiusa

custodisce le emorragie delle poesie

e le aureole dell’assenza.

Ero io a sollevare la croce

camminando tra i tuoi polmoni

mentre muto è rimasto l’orizzonte.

Volevo raccogliere le comete

e le medaglie

e volevo vedere l’alba

marciare tra le vene

degli alberi.

Quanto mi assomigli

uomo dalle ferite

profonde e scottanti

e uomo dentro il quale

viaggia il dolore

raggiungendo l’apice!

Molte sono le cose

che vorrei spiegate da te:

come mai l’acqua

prende fuoco intorno a te,

e con quale magia girano le navi

tra le tue mani?

Come guariscono le ferite

delle patrie una dopo l’altra

mentre le donne piangendo

i morti lavano i loro volti

con l’acqua di rose

e come la felicità in tua presenza

diventa pioggia abbondante?!

Dimmi:

quando verrà quel giorno

in cui non smarriremo mai la strada

in mezzo alla confusione delle guerre

e non perderemo il calore

della quiete e della sicurezza?

E Ĝaikūr, il fiume

che abbiamo amato ed abitato

quando lo rivedremo corteggiare le canne?

Abdul’Ĝabbār,

il poeta iracheno

gli ha chiesto di dormire,

ed io gli dico:

non lo fare Ĝaikūr

resta sveglio

ho paura che tu te ne penta per sempre!

Ahì Sayyāb

cadono le tue lacrime

sopra la fronte

e bagnano la mia ciocca di capelli.

Pensi se parto senza te

non potrò più tornare?

Allora dove è finita la fantasia;

è lì, che possiamo

incontrarci sempre.

Rasserena il tuo cuore affannato

piegheremo insieme le nostre afflizioni

e poserai dentro la mai mano

perline colorate

ogni volta che splende la luce.

E la poesia per quanto possa smarrire

tra est o ovest

sopra le nostre dita

saprà crescere quanto l’edera.

Non morire dunque

né oggi

né domani

e resta vivo

spaccando le camicie della nascita.

اترك تعليقاً

لن يتم نشر عنوان بريدك الإلكتروني. الحقول الإلزامية مشار إليها بـ *

%d مدونون معجبون بهذه: